CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA


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Rassegna Stampa

il Cittadino – giovedi 17 gennaio 2019

CONCORSO Nunzio Galvagno vince il premio Robiati del Cenacolo
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La sua passione per la scrittura, e in particolare per la poesia è andata oltre ogni ostacolo. Lui è Nunzio Galvagno, 72 anni da compiere il prossimo 18 marzo. Sabato prossimo 19 gennaio, invece, riceverà il riconoscimento intitolato ad Augusto Robiati, nell'ambito della cerimonia di premiazione della XX edizione del concorso internazionale di poesia promosso dal Cenacolo P.A.M.B. Originario di Randazzo, un paese in provincia di Taormina, Galvagno è a Monza da ormai 33 anni. Non è certo nuovo a concorsi poetici e a riconoscimenti, tra gli altri un bel piazzamento al troveo Gabriele D'Annunzio consegnato proprio al Vittoriale, dimora storica del poeta vate. Ma un premio in patria, seppure adottiva, ha un sapore diverso. "Testuale" è il titolo della poesia che sarà premiata. "... però io credo che esista,/uno spirito Divino e onnipotente,/sopra tutto,/e sopra noi resi umani medesimi". Questi i primi versi di una lirica che si chiude con l'augurio dell'avvento di un mondo migliore senza violenze e guerre reso possibile dall'avvento di un "uomo nuovo". "La passione per la poesia credo sia genetica - ha sottolineato Nunzio Galvagno - lo era mio zio, io lo sono sempre stato, quando ho avuto un pò più di tempo ho iniziato a scrivere con maggiore frequenza". E ha aggiunto: "Amo molto trattare i temi sociali, l'ispirazione può arrivare in qualsiasi momento della giornata. Arriva, improvvisa, quanto meno te l'aspetti, cerco di fermare nella mente quell'immagine, quel pensiero ispiratore e poi scrivo". Per fermare i suoi pensieri su carta Nunzio Galvagno preferisce ancora usare una macchina da scrivere, vecchio stile, la più classica delle classiche, una Olivetti. Scrive quasi da dattilografo esperto, senza nemmeno guardare i tasti. Poi la rilegge e ne affina lo stile. Non c'e' una ricerca metrica particolare. I versi sono liberi, alla Leopardi, diversa la lunghezza dei versi, niente rime, ma non mancano le anafore e qualche figura retorica che "abbellisce" il testo. L'ispirazione quindi può arrivare in qualsiasi momento della giornata. Ma in qualche occasione è stata necessaria una rielaborazione più lunga. "Qualche anno fa - ha raccontato ancora Galvagno - ho visitato il campo di Auschwitz. E' stata un'esperienza molto forte, mi ci è voluto un anno per riuscire ad esprimere le mie emozioni, le mie sensazioni". La premiazione del concorso internazionale di poesia è in programma alle 16.30 all'Urban Center, Binario 7 in via Turati 6 a Monza(Giusy Taglia)


Giornale di Monza – martedi 22 gennaio 2019

Un successo la 20esima edizione del premio internazionale "Città di Monza"
La poesia rende omaggio alle vittime del crollo del ponte di Genova

Un omaggio alle vittime del crollo del ponte di Genova. Si è chiusa sabato pomeriggio all'Urban Center con la vittoria della poetessa sarda Luisa Foddai, autrice della lirica "Come foglie vive", la 20esima edizione del Premio internazionale di poesia "Città di Monza", curata dal Cenacolo P.A.M.B. Scelta fra altri 224 componimenti, scritti da ben 167 partecipanti, la poesia della Foddai secondo la giuria è riuscita attraverso emblematiche metafore a cantare il dolore e la tragedia, e a "rendere immediata la visione del dramma". Un tema alquanto attuale che ha contraddistinto l'importante edizione di quest'anno, voluta dalla presidente Maria Organtini col supporto dell'assessore alla Cultura Massimiliano Longo, che ha inteso celebrare il ventennale della nota manifestazione letteraria attraverso una mostra che per tutta la settimana presenterà al pubblico le opere pittoriche degli artisti dell'associazione che in questi anni hanno immortalato la città. Tutte pubblicate sulle copertine delle diverse antologie poetiche. Come la suggestiva installazione in gesso e ferro dell'artista Elisabetta Bosisio, il vessillo medievale monzese, ovvero la luna rossa in campo bianco, o ancora gli elegiaci dipinti della maestra Mariella Convertini. Un impegno, quello del Cenacolo, che ancora una volta ha messo in luce il grande apporto dato dalle associazioni alla vita cultuale della città e che ha contribuito a far conoscere la ridente Brianza anche all'estero. Fra le liriche in concorso, infatti, anche quelle proposte da poeti residenti a Londra e in Germania. La città di Teodolinda questa volta si è aggiudicata il Premio speciale alla memoria di Augusto Robiati con la lirica "Testuale", scritta dal monzese Nunzio Galvagno, un potete richiamo alla spiritualità scissa da inutili dogmatismi. La sezione giovani poeti ha visto invece premiare il biassonese Lorenzo Granillo, la cui opera "Stranieri nel paese di Amore", struggente e profonda riflessione sul ruolo del poeta e sulla sua capacità di intercettare i risvolti più amari dell'esistenza, ha incantato giuria e pubblico. A fare da intermezzo alla cerimonia è stato il concerto per clarinetto del giovane Claudio Rausa, valente musicista già molto famoso in città. "Da 20 anni incontro chi compone versi, e ogni volta l'emozione mi rinnova - ha dichiarato la presidente Organtini - E' grazie a loro, e all'energia che hanno saputo trasmettere, se il Cenacolo è riuscito a tagliare questo ambizioso traguardo".(ldd)


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