CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA


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Gli sposi promessi

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Gli sposi promessi - Ediz. Montedit

Prefazione

L'originalità di questo testo liberamente tratto da i "Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, vuole essere un omaggio al grande Autore di cui il poeta lissonese Mario Biscaldi si dichiara estimatore, affascinato dalla sua opera che è riuscita a fermare nel tempo la vita degli uomini che popolavano il Milanese e la Brianza del seicento. Il richiamo al passato, il desiderio di rendere d'attualità le vicissitudini di Renzo e Lucia, hanno spinto Mario Biscaldi a mettere in poesia la loro storia d'amore. Il verso poetico, concentra nella sintesi l'umanità dei personaggi, delinea il paesaggio, gli usi e costumi del tempo in un alternarsi di fatti talvolta gravi quali la peste a Milano, i saccheggi e i soprusi dei nobili, la carestia, la vicenda della Monaca di Monza, ricevono dal verso in rima una leggerezza altrimenti impossibile.
La storia si snoda così in sintonia con il fruitore che si sente avvinto e suscita in lui il desiderio di conoscere le vicende umane a cui l'autore si è ispirato. I personaggi: Don Abbondio, i Bravi, Don Rodrigo, Lucia Mondella, la madre Agnese, Renzo Tramaglino, Frà Cristoforo, il Cardinale Borromeo e altri sfilano nei versi obbedendo quasi ad un - pensiero segreto - dell'autore che gioisce in primis, dell'arte poetica espressa in rima a volte baciata, altre alternata, permettendogli di sviluppare sia singolarmente che collettivamente le vicende dei personaggi senza tralasciare le immagini descrittive dei luoghi medesimi dove accadde l'evento con attenzione al testo primigenio, ma con garbata ironia. Alla fine, Biscaldi si sente così coinvolto che decide di scrivere una - nota d'autore - dove scherzando ammette il suo stato. Ma, com'è nel suo carattere, termina il tutto con una chiusa d'allegria: "...non andrò, quindi, in quel del... Lazzaretto/Ma, a riposar, in quel di Lanzarote!" Un colpo magistrale di - fioretto - con stoccata e fuga, affinché nessun provi a fermar l'autore di cotanto ardir e così, ancora una volta la storia tornar a udir.

  Maria Organtini



Nota dell'autore

Scrivo queste righe che riguardano il mio curriculum a beneficio del lettore che mosso da interesse, possa averle direttamente da me. Questa è la mia quarta pubblicazione in ordine di tempo. Nel 1985 esordii con "Lisön e... dintorni in punta da pe¯e"; un libretto di poesie in dialetto brianzolo completato da illustrazioni grafiche suscitate da personaggi e luoghi a cui mi ero ispirato.
Nel 1987 seguì "Pitura e poesia röob de cáa mia", dove alle poesie in lingua, vernacolo, si alternano favolette per bambini e le illustrazioni che le accompagnano sono realizzate a china e colori sempre da me come per il precedente volume... A queste opere segue nel 1991 "Souvenir-Lissone magica e segreta" realizzata in 1100 copie numerate di cui duecento a mano. La particolarità di questo libro è che si tratta di un volume fotografico dedicato ad interni di case e fabbriche del passato che a me hanno dato lo spunto per creare i testi poetici in lingua che lo completano in un iter d'anima legata alla memoria; mentre le foto sono state eseguite da Salvatore Cortese. Quest'opera ebbe l'onore di una recensione critica, manoscritta, da Indro Montanelli. Ma ora veniamo a questo libro "Gli Sposi Promessi" nato da una mia idea letteraria e corredato dai disegni realizzati in tempi diversi e per questo hanno bisogno di qualche precisazione. Alcuni personaggi: Monaca di Monza, Innominato, colui che dice "Scappa scappa galantuomo", Perpetua, Azzecagarbugli, sono realizzati con la tecnica del disegno cancellato che ne rende più incisivo il carattere austero dei personaggi in questione e son datati 1986. All'epoca, furono eseguiti per una Mostra dedicata al Manzoni. I disegni che completano l'opera odierna, sono stati realizzati nel 2004, con un'impronta d'attualità, pensata per i giorni nostri. A seguire: "La stele degli appestati"; con accenno al campanile del Duomo di Monza; "Il monatto"; "L'appestato"; per il quale ho scelto un disegno puntinato alfine di rendere l'idea della persona che si sta disgregando, corrosa dal male. La porta sbarrata dopo i saccheggi è il segno che nulla resiste nel tempo. I legni sconnessi che chiudono la porta sono un ipotetico tentativo di nascondere ciò che un'azione violenta, ha lasciato. Il volto di Lucia l'ho realizzato eseguendone i tratti essenziali per la sua bellezza, mettendo in risalto gli occhi da cui traspare la dolcezza del carattere, la comprensione e soprattutto la gioia per la vita. Nel campo artistico, ho all'attivo numerose Mostre personali e collettive a partire dall'anno 1976 in Italia ed all'estero. Da circa diciotto anni sono il responsabile della sezione d'Arte e poesia in vernacolo del Cenacolo dei Poeti e Artisti di Monza e Brianza, ed una nutrita nonché scelta di critici mi ha onorato con scritti apparsi su numerose e qualificate testate giornalistiche.

Ringraziamenti

Un pensiero doveroso alla famiglia Robiati di Monza che nella persona di Anna e del fratello Vittorio, mi hanno dato la possibilità di pubblicare questa mia opera.
La ventennale amicizia che mi lega a loro nacque nell'ambito del Cenacolo dei poeti e artisti di Monza e Brianza che all'epoca frequentammo con Augusto, come è stato scritto nell'inserto dedicato alla loro famiglia, i segni di stima reciproca sono stati la molla che ha fatto generosamente sbocciare questo evento. Il mio libro, visto in anteprima da etrambi, li ha persuasi ad appoggiare questa iniziativa nel nome del caro papà di cui conserverò sempre degna memoria. L'altro ringraziamento va alla poetessa Maria Organtini, Presidente e fondatrice del Cenacolo che ha smussata e resa più armoniosa e leggibile la pubblicazione.
Un grazie anche all'amica Carla Dell'Acqua che mi ha assistito nell'introduzione nel computer di tutte quelle parole vergate a mano su brogliacci. Il cuore mi sprona ad un grazie particolare per la mia famiglia che sempre ha appoggiato le mie molteplici iniziative, in particolare a mia moglie Bruna alla quale dedico questa mia opera poetica.


Alcune poesie di Mario Biscaldi



Canzone

Ti ho sentita…
Forse per caso
Oppure volutamente
Ma…ti ho sentita
Tra tanti rumori
Diversi
Ti sei fatta avanti
Prima frammentaria
Poi… più intensa,
Nitida.
Chiara.
Seducente.
Ti ho sentita…
Sei entrata
In me.
Sei…la mia canzone!




Natura morta

Han tra lì
Di pòmm s'ul taöul
Cunt'ul pinciröeu
Taià da sbiess,
A gàn dal verd
Sfumà cul rosa
Paran dì:
Mangium adess!
Metù da fianc(h}
-Matida in man -
Prém da metai
In da la sporta,
A foo un schizz
-Inscì da présa -
...L’é un'idea
Da... natura morta!

Motivazione del pensiero nel ricordo

Quando eravamo in età scolare, nostro padre, Augusto Robiati, ci parlava spesso dei suoi autori preferiti e delle loro opere: tra questi autori spiccava Alessandro Manzoni. A noi piaceva molto quando ci raccontava la vicenda di due poveri giovani di campagna, insidiati e osteggiati nel loro amore dalla brutale violenza di un signorotto e il cui puro e costante amore vinse ogni ostacolo. A Papà, piacevano gli scritti e la grande poesia religiosa del Manzoni perché ispirata da un profondo sentimento dell'eguaglianza umana e da una avversione per le ingiustizie del mondo: valori che lo hanno accompagnato nella sua intensa vita.
Papà ha scritto numerosi libri ed ha ricevuto diversi premi tra i quali ricordiamo il Primo Premio Letterario Internazionale Manzoni - Roma 1985 ed il Primo Premio Pace nel Mondo - per il costante impegno nel rafforzare i vincoli di pace e fratellanza tra i popoli. Augusto ha conosciuto Mario Biscaldi al Cenacolo dei Poeti Artisti di Monza e Brianza 20 anni fa e tra loro nacque un legame di profonda amicizia e rispetto reciproco.
Per questi motivi la famiglia Robiati ha voluto contribuire a realizzare il sogno di Mario: vedere la sua fatica a disposizione del grande pubblico.

 Augusto Robiati, nasce a Milano il 22 Ottobre 1912.

Ha avuto una vita varia ed avventurosa. Dopo aver completato gli studi a Milano ottenendo il diploma di geometra, parte per l'Africa Orientale. Nel 1936, durante la campagna d'Etiopia, partecipò con incarichi direttivi alla realizzazione di opere d'ingegneria civile: strade, ponti, la teleferica Massaua-Asmara ed altre ancora. Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale nell'Africa Orientale Italiana, come Ufficiale del Genio, fu fatto prigioniero dagli inglesi. e rinchiuso nel Forte Baldissera di Asmara. Riuscì ad evadere, rimanendo poi alla macchia fino alla fine della guerra, facendo ogni lavoro possibile (anche l'agricoltore). Appena evaso si sposò con Alma Sarrubbi, di Milano, da cui ebbe quattro figli, tutti nati in Asmara, Dopo la fine della guerra e fino al 1961, data del rientro in Italia, occupò due posti di rilievo: dal 1946 al 1956 comandò il Corpo dei Vigili del Fuoco di Asmara e dal 1956 al 1961 fu direttore tecnico dell'Acquedotto di Massaua. Dopo il suo rientro in Italia, si è occupato di costruzioni a Milano ed a Rimini. Ha trascorso a Monza gli ultimi anni della sua vita ed ha fatto parte del Cenacolo dei Poeti e degli Artisti di Monza e Brianza. Dopo essersi ritirato dalla vita lavorativa, si è dedicato a studi letterari scrivendo vari libri il cui contenuto gli ha portato diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali. Trapassa a Monza il 5 Ottobre del 2000.  Sito Ufficiale di Augusto Robiati: www.augustorobiati.it
"...Le università e le scuole del mondo devono attenersi fermamente a tre princípi cardinali.
Primo: Servire sinceramente la causa dell'educazione, schiudere i misteri della natura, ampliare i confini della scienza, eliminare le cause dell'ignoranza e i mali sociali, creare un sistema universale di istruzione e diffondere le luci della conoscenza e della realtà.
Secondo: Servire la causa della moralità, elevando il livello morale degli studenti, ispirandoli con i più elevati ideali etici, insegnando loro l'altruismo, inculcando nella loro vita la bellezza della santità e l'eccellenza della virtù e vivificandoli con le grazie e le perfezioni della religione di Dio.
Terzo: Servire l'unità del mondo dell'umanità, così che lo studente possa consapevolmente sentire di essere un fratello per tutto il genere umano senza considerare religioni o razze. Pensieri di pace universale devono essere instillati nella mente di tutti gli studenti, così che essi possano diventare l'esercito della pace, i veri servi del consesso politico: il mondo intero. Dio è il Padre di tutti, l'umanità i Suoi figli. Questo globo è una sola dimora. Le nazioni sono i componenti di una sola famiglia. Le madri in casa, gli insegnanti a scuola, i professori negli istituti, i rettori nelle università devono insegnare questi ideali ai giovani, dalla culla alla maturità..."

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