CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA


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Clelia Brambilla nata a Vimercate (MI) il 23.09.1938, è socia del Cenacolo fin dalla dalla sua Fondazione. Nel 1994 ha pubblicato una raccolta di testi poetici intitolata “Incontro” vincendo il Concorso “Primavera Peregallese 1993”.
Nella prefazione che accompagna la raccolta, Maria Organtini scriveva: “Innumerevoli sono i modi di avvicinarsi alla poesia: il sogno, la fiaba, l’esperienza, la profezia e altro; la Brambilla ha scelto il canto d’amore e lo sviscera in ogni sua sfaccettatura”.
Nel 1995, con “
Sincronie” ha ottenuto il 1° Premio al Concorso Nazionale “Anni d’Argento” indetto dalla Regione Lombardia.
Al Premio Internazionale di Poesia Città di Monza 2002 ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria intitolato alla memoria di Augusto Robiati.
Nel 2004 si è classificata al nono posto nel medesimo concorso edito dal Cenacolo. I suoi testi poetici sono pubblicati nella cartella
Duetto-raccolta di disegni e poesie (1998), nel catalogo Vent’anni (2001) e all'interno dell'Antologia II (2002).

Poesie tratte dal libro*




Incontro*



Feconda e folle
è la tua voce Amore...
è per questo che mi abbandono
nel tuo cielo innondato di sole.
Nell'incantesimo
mi ritrovo fanciulla
e fuggo come rondine
in cerca del mio abito di porpora
che ho appeso al mio cuore.
Sospesi nella primavera
increduli
guardiamo nella luce
volto dell'amore.
Domani
gli accordi del ruscello
aliteranno
la bocca del fiore.

"INCONTRO" - Prefazione


"...Apparsa nell'arco della finestra luna disegnò un bordo d'argento alla tua mano tesa al tuo collo sottile".(Herman Hesse)


L'amore è il filo conduttore dei versi di Clelia Brambilla. È in esso che avviene la catarsi del poeta; si consuma ogni fibra e si rigenera.sono i "modi" di avvicinarsi alla poesia: il sogno, la fiaba, l'esperienza, la profezia e oltre; la Brambilla ha scelto il canto d'amore e lo sviscera in ogni sua sfaccettatura. Che dire di questa donna che vive la vita di ogni giorno come su di un'isola sospesa nell'etere delle sensazioni e per mezzo delle quali si ancóra alla vita? Crediamo che la risposta tocchi per una volta al lettore che vorrà incamminarsi attraverso di esse alla ricerca delle verità celate. E' la prima raccolta pubblicata dalla Brambilla, ma i suoi testi poetici hanno già avuto altre soddisfazioni in diversi premi di poesia ai quali ha avuto modo di partecipare e che per lei sono stati uno stimolo a proseguire il cammino poetico. I risultati di questa sua ricerca vengono ora premiati nella silloge pubblicata dal Concorso "Primavera Peregallese" 1993 che le ha assegnato il 1° Premio.


Maria Organtini


Dedicato a te*

Nel silenzio di luce
ho fermato un grembo di note
che tu mi donasti
come volo di rondine.

L’alito del vento indugia
sulla pelle azzurra
per respirare l’aroma
del tuo grande Amore!


Lo spirito di Venere

Tace il sole
alla viva fiamma
che l'amore ha profuso
nella gioia più' vera.

Forte come roccia
palpiti, amore
nel raggio
che lievita primavere.

Tempeste silenziose
irrorano le vene
vulcani fecondi
cristallizzano essenze.

In noi
l'Universo si contempla
e noi nel tempo torneremo
a vivere bagliori.

Le mute ferite del cuore
vibrano!

Lo spirito di Venere
si e' purificato
con l'oro del Sole!


Piazza San Marco*

Bella e maestosa
affascina l'anima.
Con occhi incantati
guardo le bianche colonne
adorne di merletti
che ad una ad una
(come sorelle)
si rincorrono
negli archi festosi.
Strega l'aria
il suono dei violini.
Tutto vibra.
Al ruggito dei leoni
i due mori
suonano i rintocchi
e Piazza San Marco
si scolpisce
in uno stormo di colombi
che s'invola
nell'azzurro cielo.


Il dono

L’ora della penombra
ha consumato molte candele
prima che il dono della fede
parlasse dentro il mio cuore
illuminandomi!

Il giardino

Il glicine fiorito
beveva il turchino
e l’alba infuocata
stemperava i colori
nell’agro sapore.

Con celata attesa
ho dissipato e profanato
le nostre immagini.

Con la passione
che bruciava le vene
ho atteso
che la luna mi parlasse
e svelasse il mistero! …

Sulla sedia vuota
dimenticai il mio cuore
che parlava di te.


Un amore*

Impetuoso
come l'onda
che frange lo scoglio
il tuo amore penetra
la radice del sangue
e scalda l'anima mia.

Mi accendo di porpora
alla rete dei baci
che dolcemente ubriacano
deliziando il mio essere.

Il tuo cuore palpita
con la breve felicità
dei miei giorni
nella frescura ambrata dei pini
all'odore dolce del mughetto.

Il caldo respiro si spezza nell'anima
che duole - con il suo tormento
chiudendo le nostre labbra
che ancora ardono d'amore!



Felicità*

Infinita come il cielo
profonda come il silenzio
credibile come un bimbo
che t’insegue
per porgerti la mano
e offrirti il suo dono.




Tenero ricordo

Un sussurro lieve e dolce
allontana il mio tempo
da te, o madre
ma la tua bontà
mi àncora e rigenera.

La memoria della tua mitezza
nel tenero ricordo
concede sostegno
al dono di una rosa.

L’albero della vita*

Ho colto
una margherita
dall'albero della vita.

Con le dita tremanti
ho sfiorato
e mischiato i petali
al pianto e al sorriso
in un cielo rosso.

L'orologio del tempo
disperde
la bianca corolla
in crepuscoli senza orizzonti.

Solo il nettare
mi rimane per l'infuso
ma è tanto dolce
che sazia
i cieli dell'anima.



Ardore di fiamma

... E la fiamma del ceppo
ardeva nel grande camino.
Respiravo profumo di pane
e la fatica del giorno s’acquietava
al lume di candela.
L’alito del vento
rinverdiva primavere
in digiuni e speranze incompiute.
Tenerezze nascoste
fra le mani di mia madre
che colme di fede
sgranavano il rosario
e le nostre voci riempivano
gli occhi dolci e severi di mio padre
donandoci il valore grande
che accoglie la famiglia.

Ora, come lumi accesi
filtra ancora l’ardore di fiamma!
La verità della memoria
in voci scolpite e profumi
mutano i valori del tempo
che allo specchio del cielo
riflettono velate immagini
in stemperati colori.

(Opera 9a classificata Sez. Adulti,
Premio Città di Monza 2004)


Attesa


Sospesa e remota si leva
l’aria limpida del mattino
che intreccia lo sguardo del sole.
E’ qui che rinasce il mio giorno
e s’accende il mio cuore
nel ventaglio di colori
nel profumo di viole
che sbocciano sul mio balcone
condensato nel sapore di casa.
Amore mio
sei fugace come il tempo:
la tua viva carezza
acquieta l’anima
mi scioglie le vene
che lenisce ferite e attese.
Mi abbandono
nel tuo fremito di ciglia
che fa battere il mio cuore
nell’incanto che espande
un lampo di luce
e la primavera si effonde
alla luna accesa
sospesa tra noi.

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