CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA


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Chi è-Le opere poetiche

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Giuseppe Gittini nasce a Monza nel 1968. Poeta, scrittore e pittore, è socio del Cenacolo dal 2006.
Come pittore, ha esposto in mostre collettive tenute dal Club dei Pittori di Oreno e dal P.A.M.B.
Nel giugno del 2007, in occasione del 32° Festival dello Sport di Monza, vince il I° Premio alla Mostra Sport, Natura, Brianza nella Sezione Sport con l’opera Pole Position.
Attualmente è allievo del Maestro Casma.
Come poeta e scrittore, nel 2001 partecipa per la prima volta a un premio di poesia (Premio Internazionale Ottavio Nipoti), ottenendo Attestato di Merito con l'opera Cane randagio. Lo stesso anno è segnalato dalla Giuria del Premio di Poesia Città di Monza con le opere Natura, Natura e Ferita.
Partecipa in seguito a numerosi premi letterari ottenendo diversi riconoscimenti e Diplomi di Merito tra i quali il Premio Internazionale Cuore di Tenebra, Premio Internazionale Il Molinello, Il giro d’Italia delle poesie in Cornice, Il Concorso Internazionale di Letteratura città di Viareggio il Molo.
Nel 2003 è finalista al Premio Letterario Il Club degli Autori con le opere Anche solo per un secondo… e Ultimo minuto.
Nel 2005 risulta 2° classificato al Premio Internazionale di Poesie Antiche come le Montagne con l'opera Il Rifugio.
Sempre nel 2005, vince Il Concorso Letterario Age Bassi con l'opera 1° classificata Alla nostra prima vita.
Alcune sue opere sono presenti in diverse antologie e riviste letterarie, tra le più recenti l’Antologia Premio città di Viareggio il Molo, la Rivista Internazionale Poeti e Poesie e l' Antologia del Premio Age Bassi Castiraga Vidardo 2005.
Nel 2006 pubblica il suo primo libro, una silloge di poesie, dal titolo
"In riva al cielo" Ed. Montedit.

Alla nostra prima vita

Ci sarà tempo per noi
quando
all’ombra di fronde antiche
perpetueremo il nostro amore.

Vivrà
nei nostri cuori
il ricordo di ieri,
di mani strette
in abbracci senza tempo.

Sarà il parto
delle nostre anime
completo.
Volerà dai nostri rami
maturo di lacrime tue e mie.

Attenderemo
l’autunno insieme.
Con passi lenti
faremo scricchiolare
e foglie.

Per noi,
non avremo più parole.
Ciò che sapremo dire
sarà detto dai nostri cuori.

Avremo pensieri
mai più claustrali.
Su ponti mai traversati
sosteremo
come fanciulli.

Guarderemo pagliuzze di sole
danzare sull’acqua
nel tramonto incanutito
della nostra prima
vita.

E non piangeremo
gli attimi.
Sarà la nostra,
solo poesia.

Interludio

Com’è tardiva
questa notte
in cammino
sotto neon vibranti.
Aloni d’acqua
nella piazza
ricordano il temporale.
Un barattolo
calciato
profuma d’infanzia.
Una noce di tempo
nel palmo
mi resta.
In fondo
il campanile
lancia echi
nel cielo.

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