CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA


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Chi è-Le opere pittoriche

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Sandro Citterio è nato a Monza, dove vive e lavora, nel 1937, pur avendo conseguito una formazione artistica si definisce autodidatta.
Diplomato alla Scuola d’Arte Paolo Borsa di Monza (1952-57). Ha frequentato l’Accademia V. Viviani a Nova Milanese (1972-74) e tecnica del colore: Vaninetti- Minoli (1975-1978).
Si è alacremente impegnato nella ricerca sul colore riuscendo ad ottenere un risultato tecnico molto soddisfacente.
Queste premesse per spiegare gli antefatti e le successive affermazioni di pubblico e di critica: ha sempre partecipato alla vita artistica con intensità e spiccata personalità.
Subisce il fascino della montagna e la tematica alpina è il fulcro del suo discorso pittorico; questo è un impegno arduo che implica un confronto diretto e continuo con la natura ambientale che a volte è impervia e difficile da ritrarre. Riesce a trasmettere al fruitore le sue impressioni emotive.
Ha lo studio in via Zuccoli, 22 - 20052 Monza (Mi) Tel. 039.830163.
Nato a Monza, dove vive e lavora, nel 1937, pur avendo conseguito una formazione artistica si definisce autodidatta.
Diplomato alla Scuola d’Arte Paolo Borsa di Monza (1952-57). Ha frequentato l’Accademia V. Viviani a Nova Milanese (1972-74) e tecnica del colore: Vaninetti- Minoli (1975-1978).
Si è alacremente impegnato nella ricerca sul colore riuscendo ad ottenere un risultato tecnico molto soddisfacente.
Queste premesse per spiegare gli antefatti e le successive affermazioni di pubblico e di critica: ha sempre partecipato alla vita artistica con intensità e spiccata personalità.
Subisce il fascino della montagna e la tematica alpina è il fulcro del suo discorso pittorico; questo è un impegno arduo che implica un confronto diretto e continuo con la natura ambientale che a volte è impervia e difficile da ritrarre. Riesce a trasmettere al fruitore le sue impressioni emotive.
Ha lo studio in via Zuccoli, 22 - 20052 Monza (Mi) Tel. 039.830163.

Hanno scritto:

L'emozione di dipingere la montagna


Il privilegio dell'arte, come ci insegna il grande filosofo Lukàcs, è quello di essere il prodotto dell'emozione dell'artista ma di suscitare a sua volta, nel fruitore, nuove e libere emozioni. Sandro Citterio è consapevole delle proprie sensazioni emotive, ed è felice di trasmetterle attraverso le sue incantate metafore alpine. Da sempre sedotto dal fascino della montagna, ha fatto della tematica alpina il fulcro del suo discorso pittorico, tanto che di fronte alla sua opera, non è riduttivo pensare alla similitudine "pittura come alpinismo"; per Sandro Citterio queste sono due esperienze che evocano sostanzialmente le medesime emozioni, perché entrambe scaturiscono da un impegno arduo, che implica una simbiosi con la natura, a volte impervia e difficile, a volte dolce, come la vita.
Se è vero che nell'arte contemporanea non si può prescindere dal legame tra l'opera d'arte e il suo autore, divenuto sempre più diretto, non dobbiamo stupirci dell'identificazione della prima con il secondo; analizzare l'opera significa quindi prendere in considerazione la personalità dell'uomo, comprenderne l'esperienza umana e la molteplicità espressiva; nell'opera di Sandro Citterio non si ricercano linguaggi complessi o compositi , ma il dialogo spontaneo con la natura; come non notare, infatti, che nella totalità delle opere l'artista (l'alpinista) non interagisce con la montagna, ma la osserva restando, si potrebbe dire, un passo indietro, forse un attimo prima di arrivare alla meta. L'artista, da questo privilegiato punto di vista, può godere della montagna nella sua incontaminata integrità, ma attuale nel tempo e non iconica, perché i segni dell'uomo ci dicono che è montagna vissuta o da vivere, magari nell'attesa che le nevi invernali lascino il posto ai colori gioiosi della primavera. La realizzazione dell'opera pittorica è quindi posteriore all'atto alpinistico, ne è il ricordo dolce, ormai scevro dalia fatica, come se fosse un gesto di conforto o consolatorio, ma non malinconico. Questa formula espressiva, mai disattesa, ancorché lentamente e dolcemente modificata negli anni, ha trovato un approdo sicuro nella padronanza tecnica dell'artista, che ha condotto personalmente una ricerca sul colore e sulla materia; colore luminoso che prende vita sulla tela, ora raggrumandosi, ora sciogliendosi, seguendo docile le stagioni della montagna che, semplicemente, riflettono quelle della vita. Non è un caso che, pur avendo conseguito una formazione artistica, Sandro Citterio si definisce autodidatta, perché, come la montagna, ha trovato in se stesso quella ricchezza espressiva e significativa che non ha bisogno di nuli'altro.

Michele Pilotti


-I temi presenti nell'espressine pittorica di Sandro Citterio sono un inno alla montagna, alla sua imponente forza rocciosa, ma anche alla poesia lirica dello scorrere del ruscello o alla sorpresa dell'occhieggiare di fiori tra le fenditure della roccia.
-La spatola esprime ciò che da! cuore trabocca: tutta la passione per la montagna, raccontata nelle sue diverse componenti, nella sottolineatura della sua vita.
-Il sole al tramonto accarezza e svela la vetustità delle rocce che assorbono questa luminosità e trasmettono forza e solidità.
-La luce serale avvolge gli elementi naturali, ne delinea dolcemente le forme amalgamandole all'ambiente in una armonia di colore, di poesia, di sofferenza e di gioia di vivere.
-L'amore della montagna e della natura in genere diventa, nella pittura di Sandro Citterio, l'inguaggio che sa cogliere, nell'intensità della poesia, gli elementi essenziali senza trascurare l'incanto del particolare.
Colore:
-costruito, che ti fa vivere la vitalità della natura
-plastico, che avvolge le cime rocciose, si dissolve in nebbiolina impalpabile e nelle mutazioni atmosferiche
-che si trasforma in luce e guizza ora qua, ora là
-che a volte ti aggredisce, a volte diventa armonia e canta con l'acqua del ruscello o ti rasserena col silenzio del paesaggio: sempre canta la lode della natura al suo Creatore e l'amore di Sandro per la montagna.


Vittoria Allaria



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