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Mirco Invernali nato il 18 novembre 1933 a Monza, dove vive con la moglie. Due figlie e sette nipoti si contendono, fra Milano e Bergamo, l'attuale periodo, stranamente felice, della sua vita. Molto prima aveva frequentato il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci e successivamente la facoltà di ingegneria del Politecnico di Milano.
La poesia rappresenta per lui, impegnato in attività pratiche di tutt'altro genere, un modo di mettersi in rapporto con la realtà fondamentale, qualunque cosa essa sia.
Ha pubblicato:
1972-Dopo il silenzio, Bino Rebellato Editore, Cittadella di Padova
1974-II muro scabro, Laboratorio delle Arti, Milano
1979-Traduzioni dall'italiano, Italscambi, Torino
1985-Nerudiane, Italscambi, Torino
1989-Lontananze e altre poesie, edizione Privata, Monza
2002-I ritmo e l’ala, edizione Privata, Monza
2010-Le fonti e gli specchi, Bonaccorso Editore, Verona
Della sua poesia hanno detto:
Giorgio Bàrberi Squarotti: “Oltre che un lettore è un interprete di letteratura quanto mai sapiente e persuasivo, Mirco Invernali è stato un poeta fra i più originali e inconsueti dei passati decenni... "
Giorgio Caproni: “Ho letto le sue poesie e il mio giudizio è positivo. Vi trovo, come si suol dire, un "temperamento" e un forte linguaggio che non ha mancato di colpirmi...”
Margherita Guidacci: “La sua poesia risponde a quella che io ritengo la legge più valida: dire quello che si ha da dire e dirlo con la maggiore chiarezza possibile, cercando di esplorare, attraverso se stessi, il mondo...”
Abita a Monza in Via Edison, 7 - tel.039.2101568
Pontile sul Lago
C'è ancora quel pontile abbandonato
dietro la selva
dove ondeggia al vento arrugginita
la catena come allora
che cinge il bordo dell'assito;
ma l'acqua è lenta e scura
contro i piloni inabissati nel fondale
ne sorge a rischiarare il passo
l'amica luna dei nostri pensieri...
Attenta: l'asse è sconnesso e cede
sotto il nostro passo uguale
e per un tratto la catena manca.
Ecco: ora vedo. Tutto è come ieri:
l'aria, le fronde, il tacito fluire
di quella vaga distesa bianca,
e il senso profondo dei nostri desideri
incompiuti, abbandonati sul pontile.
Ma tu sei lontana, di là del lago ,
nel buio della notte, ne so quale
giornata t'è toccata in sorte:
l'acqua scivola silenziosa
dove lo sguardo trema e non ritorna.
Cigola al vento la catena arrugginita
ed io mi chiedo ch'io sia e la mia vita.