CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA


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2004-Consonanza di pensieri

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Prefazione


Allo specchio, ancor giovane mi credo
che Giovinezza e te siete una cosa."
(Shakespeare-Sonetto XXII)

Tutto ciò che crea stupore nell'animo umano contribuisce a mantenere giovane l'interesse e fresca la linfa dell'immaginazione.
La poesia di Ambrogina Sirtori attinge a questa fonte magica dello stupore di fronte alla natura alla vita che la poetessa affronta con spirito nuovo ogni volta che il mistero del quotidiano si dipana davanti ai suoi occhi.
La montagna si apre per accoglierla quasi come ad una sorella maggiore e svela a lei le sue meraviglie, i doni
"...nel silenzio canta la voce del torrente". (da «Notte in Valle Spinga»), il canto poetico si congiunge sulle alte vette e ricade sull'onda del Lago Azzurro.
Tempo di sogni e di consonanze di pensieri con argomenti che richiamano alla memoria l'infanzia, la giovinezza fino all'interrogativo finale della morte come modifica di uno stato in essere che suffragato dalla Fede, approda al sentimento di abbandono nella misericordia di Dio.
A questo proposito la «Lettera a padre Turoldo» piena di significati, testimonia l'abbandono fiducioso in un compagno di fede a cui si rivolge con queste parole:
"...Parlami, dal sepolcro che ti accoglie I ...dimmi se una speranza I illumina la sera..."
Serena è la gioia dei doni della vita che offre alla poetessa l'occasione per il suo canto di lode che ritroviamo nella poesia «Cracovia». Perché scrive? È lei stessa a dirlo nella poesia che porta il medesimo titolo: "...le parole premono dentro di mei in un sito nascosto della mente", E cosa curiosa, anche un poeta dei giorni nostri il siciliano Giuseppe Bonaviri ha dichiarato in una intervista rilasciata a «Famiglia Cristiana» perché un uomo diventa scrittore e poeta? "Per un fatto congenito, una predisposizione naturale."
La poesia di Ambrogina Sirtori ha il privilegio di farci conoscere un'anima ricca di sogni e d'amore che ha scelto questo mezzo per consentirci una pau­sa di serenità.


Maria Organtini

Notte in Val Spluga

Come bastionata
dal profilo irregolare
la massa scura dei monti
si staglia verso il cielo.
Dorme la valle.
Nel silenzio
canta la voce del torrente.
Il lago Azzurro
come zaffiro lucente
specchia l'ardita cima
del Groppera.
La luna cavalca le vette
in groppa a celesti
invisibili destrieri
e tu, cuore inquieto
immerso nell'incanto
di questa incomparabile
natura
godi soavi zefiri
di serenità.

Vecchio cortile

La luna, di notte
disegnava scarabocchi di luce
sui muri scheggiati
delle tue vecchie case.

I fabbri, di giorno
forgiavano il ferro.
Rimbombava nel vento
il tonfo pesante dei magli.

Sprizzavano mille
lucenti scintille.
Noi bimbi guardavamo stupiti
la cascata delle meraviglie.

Desiderio

Seduta sulla panca
di grossa pietra bianca
vedo fuggire gli anni
cavalli galoppanti.

S'approssima la sera
la luce già si vela ...
Vorrei un crepuscolo rosato
sull'ultimo scampolo di vita.


Bufera a Capo Sounion

Eolo vagabondo
apre la bisaccia ...
Un vento folle scorrazza
a Capo Sounion.
Alla rude carezza
incurva l'albero
la docile chioma
l'onda del mare ribolle
tumultuosa e confusa.

Madre Natura alterna
giorni tranquilli
e giorni turbolenti.
Se infuria la bufera
attendiamo pazienti:
tornerà il sorriso.


Capo Sounion

15 Maggio 2000

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