CENACOLO DEI POETI E ARTISTI DI MONZA E BRIANZA


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2002-Il ritmo e l'ala

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Presentazione


Oltre che un lettore e un interprete di letteratura quanto mai sapiente e persuasivo, Mirco Invernali é stato un poeta fra i più originali e inconsueti dei passati decenni: nell'ambito di una concezione della poesia più tipica e meditata, per la consapevolezza che nel passato tutto o quasi é già stato scritto, e allora oggi non si può più offrire che la reinvenzione e la riscrittura, Invernali ha dimostrato esemplarmente la necessità di variare profondamente e continuamente versi e immagini d'altri moderni e contemporanei per rinnovare così, con entusiasmo, intelligenza e un poco anche d'ironia il discorso. In questo modo, allora, Invernali effettua un'ulteriore e fondamentale operazione poetica: la variazione in versi si trasforma in esercizio critico, in esplicazione, in chiarimento e illuminazione.
Adesso Invernali é passato ad un altro ambito di poesia, ad altri modi e forme, per il tramite della passione 'del ballo. I testi sono diventati rapidi, essenziali, intensamente musicali, poiché la musica suggestivamente deve trascorrere dal ballo alla parola.
Non più di quattro, sei, più raramente nove versi o poco più compongono i testi poetici, spesso in rima, ancor più spesso in metri brevi, e appena qualche volta il ritmo si amplia, in questi casi per riassumere in modo più profondo e riflessivo l'effetto e i modi del ballo.
La musica é quella della pista da ballo, popolare, festa e armonia e piena gioia dell'incontro, del moto del corpo e dell'anima; e di qui ecco, allora, i molti termini tecnici un poco enigmatici e molto allusivi, che mescolano le parole. della poesia a quelle delle regole del ballo.
C'é, in questa esperienza poetica di Invernali, un che di fervido, al tempo stesso scatenato e misurato dalle regole della musica e delle figure. È il segno supremo della gioia della scrittura che traduce nel metro e nelle immagini il ballo come esperienza di sempre. Così la poesia di Invernali (per una volta) esalta la gioia dell'avventura della parola. E non é poco: il ballo, in forza della scrittura poetica, si trasforma nell'allegoria dell'esistenza nella sua forma più suasiva e alacre, ilare e trionfale. A raffronto, si legga la "canzone travestita" con cui Invernali rappresenta la distruzione delle torri di New York, l'undici settembre dell'anno precedente. Il ritmo é in questo caso ampio, solenne, drammatico, colmo di immagini, figure, citazioni d'alta e rigorosa poesia del nostro novecento, con in più la consapevolezza dell'orrore e dell'angoscia delle guerre passate e delle guerre che di nuovo e rovinosamente sono esplose; e allora tutte le miti esperienze della vita quotidiana, delle feste, dei giochi con splendida inventività sono messe a confronto con i suoni e gli annunci continui di morte e di violenza, di distruzione e di disperazione. È una poesia di grande possanza e di grandiosa visionarietà. Nel confronto con i testi dediti al ballo é il segno del vario valore della poesia di Invernali.

Giorgio Barberi Squarotti

Nessun problema

Sostavo al bordo della pista,

il ritmo già dentro le ossa.
Le luci della sala
erano fiamma. Scossa
quel tanto che conquista
più della calma perfetta
la mia dama. Non un problema,
la gara; solo una schietta
attuazione di schema.

L’accento

L'orchestra suona a tempo

di tre/quarti. Suona
senza spartito. Suona
dal palco un Valzer Lento.

L'orchestra suona a tempo,
senza scarti: tre battiti
con accento sul primo
ben scandito.

Vaya con Dios

Vaya con Dios. L'acuto dei violini

sovrasta la marimba e il clarinetto.
Sul fondale che brilla di marina
naviga un bioccolo quasi perfetto.
Nell'azzurro intervallo di un'ottava
altra nube è dipinta - e condanna
la mia vita. L'amore che sembrava
certo non è che sabbia fra le dita.

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